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Simbologia

I tappeti orientali sono di lunghissima durata e i buoni esemplari dovrebbero servire parecchie generazioni. Un detto arabo dice infatti: “Il tappeto orientale sopravvive al suo padrone.” Per mantenerli al meglio, usate le dovute precauzioni che vi suggeriamo: *

Teneteli sempre accuratamente puliti fin dal primo giorno dell’acquisto, perchè lo sporco indurisce e logora la struttura. * I nemici più insidiosi dei tappeti sono la polvere, l’umidità, le tarme, i cani e i gatti: fate molta attenzione in particolare a questi ultimi perché, oltre a tirare i fili con le unghie, a volte li usano anche per i loro bisogni quotidiani.

Non solo l’urina macchia, ma brucia la lana, sbiadisce i colori e lascia un cattivo odore. * Non appoggiate mai i vasi delle piante sui tappeti, perché l’umidità dovuta alle innaffiature può compromettere irrimediabilmente la struttura. *

Un’altra precauzione raccomandabile è quella di usare un tampone di feltro quando sul tappeto si appoggia un mobile pesante, in questo caso è raccomandabile girare il tappeto ogni 2-3 mesi per permettere alla parte di vello rimasta schiacciata di recuperare il suo spessore. *

Per la pulizia ordinaria usate una morbida scopa di saggina o un aspirapolvere poco potente, facendo attenzione a non strappare le frange ed a passare sempre nel verso del vello. * Pulita il vello con un panno umido, imbevuto d’acqua e aceto bianco (mai ammoniaca, schiume e saponi in polvere perché sono nocivi!). *

I tappeti vanno battuti, ma “batteteli piano piano sul rovescio con le mani”, dicono gli arabi “come una madre picchia il suo bambino sul sedere, con la mano senza fargli male”. * Il lavaggio con acqua e sapone neutro non è solo un fatto igienico, ma ha importanza anche per la conservazione delle fibre naturali che riacquistano morbidezza, vivacità nei colori e lucentezza; va sempre ad un artigiano competente. *

Non fate assolutamente lavare i tappeti orientali a secco, perché il calore dei macchinari e i materiali chimici usati per la pulizia sbiadiscono i colori e essiccano la lana. *

E’ consigliabile togliere i tappeti durante l’estate e conservarli in posti freschi; prima, naturalmente, devono essere puliti, arrotolati e avvolti con carta di giornale (mai con la plastica!) *Controllate periodicamente i bordi, le frange e le fessure per evitarne l’allargamento. Infine l’ultimo consiglio: per apprezzare il tappeto orientale, camminateci sopra scalzi e sedetevi sopra, sentirete tutto il calore dell’Oriente.

 

Pur tenendo presente che i motivi identici vengono usati in diverse aree di produzione. Esistono inoltre differenze tra i motivi dei tessitori nomadi (che non erano in grado di eseguire disegni curvilinei sui loro telai verticali) e quella degli artigiani dei laboratori cittadini. I motivi possono essere suddivisi in tre gruppi: I motivi hanno un ruolo importante nella identificazione dell’origine di un tappeto, motivi del campo, motivi delle fasce e dei bordi e motivi decorativi. In genere i motivi del campo sono disegni ripetuti che decorano ‘intera parte centrale del tappeto, come i motivi boteh e hirati. I motivi delle fasce e dei bordi riprendono i caratteri cufici e le foglie dentellate. I motivi decorativi servono a completare la decorazione del campo. I tappeti a decorazione geometrica sono per lo più quelli annodati dalle tribù nomadi, ma il disegno geometrico è anche utilizzato in alcuni piccoli villaggi anatolici, caucasici e persiani dove, per la povertà e per la lontananza dei centri importanti, la decorazione del tappeto è rimasta quella primitiva. I primi tappeti erano infatti a disegni geometrici, mentre i primi esemplari a disegno floreale risalgono solo al XVI secolo. I motivi dei tappeti geometrici sono praticamente tramandati a memoria: questo particolare facilita l’attribuzione della tribù o del luogo di provenienza

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